Europee 2019. Dalle “stelle” alle “stalle”

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E’ senza dubbio paradossale l’esito del voto del 26 Maggio 2019, un ribaltone di questa portata ha scosso un po’ tutti e ha scosso i mercati che continuano ad essere in apprensione. L’aspetto più rilevante sotto l’occhio di tutti, è quel famoso 33% del M5S alle politiche del 4 Marzo scorso,  crollato ora al 17%;  La LEGA al 34%, che cresce oltre le aspettative  e il PD al 22% che ha avuto un forte recupero. Dai risultati delle urne vediamo che il M5S ha retto nel sud e dai noi nella BAT in sei comuni su dieci, toccando un 35% ad Andria.  Ora, quale sarà la rotta di questa provincia che convintamente ha votato il M5S? Il reddito di cittadinanza ha continuato a convincere? Il dibattito teso con Salvini, osteggiato e contrastato con speculazioni ideologiche, e a mio avviso, anacronistiche ha fatto sperare di stare sulla rotta giusta? L’aver pensato di  essersi svincolati dal PD dato ormai per morto? Il dato delle urne vede i due alleati di governo SALVINI e DI MAIO in posizioni ribaltate. Il governo, a mio avviso, tuttavia, deve continuare con il programma che si è dato, per tutta la legislatura, perché abbiamo il diritto  di essere governati, il dovere di non indebitarci con ulteriori votazioni e il governo  deve evitare di dibattere continuamente su tutte le questioni e non nelle sedi opportune. Lo “sfottò” a distanza reciproco fra SALVINI e DI MAIO,  stucchevole direi, alla vigilia del voto non è piaciuto a nessuno. Da cittadino tranese sottolineo che il risultato del voto nella nostra città debba far riflettere per le prossime amministrative che si terranno. Abbiamo tutti il dovere di credere in quello che votiamo, certamente, ma è saggio e meritevole comprendere quando non si va nella giusta direzione. L’italia ha bisogno di crescere con infrastrutture ed investimenti. Il sud deve crescere con la consapevolezza, e il M5S pure, che percepire un piccolo incentivo dello stato con il reddito di cittadinanza non è la sola soluzione, servono anche provvedimenti che pensino alle fasce deboli, che siano più concreti e li tuteli in altra maniera.  Il sud deve credere di più nell’agricoltura e nel turismo, e in questo bisogna investire, il ritorno al biologico deve farci pensare, l’ondata verde in Europa ne è un esempio. Quello che l’Europa ci chiede è l’impegno e il lavoro, il lavoro anche manuale, sempre e costantemente, svolto da extracomunitari. Rivediamoci nel pensare al mondo del lavoro sempre con le occupazioni pulite, certe, e magari dietro una scrivania o un computer. Tutti dobbiamo arrotolarci le maniche ed essere pronti al lavoro. Mi compiaccio quando vedo laureati e diplomati accettare qualsiasi tipo di lavoro, quando, pur di essere onesti,  accettano di lavorare e si alzano al mattino per andare nei campi per la vendemmia o perla stagione delle olive; mi rattristo, invece,  quando vedo che la speranza di molti è credere nel gratta e vinci. E’ sotto l’occhio di tutti come sono piene le ricevitorie nella città di Trani che ha pure toccato il record di essere il paese più ludico nei dintorni della nostra provincia; caratteristica un po’ troppo meridionale direi. Basta!!! La nostra provincia ha bisogno di rivedere i propri progetti alla luce di questo risultato. Per cambiare, non servono interventi sempre dall’alto. Devono diventare endemiche  le parole: rigore, regole, costanza e buona volontà.  Credo che basti questo ad ognuno di noi per essere delle brave persone e bravi cittadini del mondo.


Di Vitantonio Lobascio

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