La Dea Fortuna: tra segreti, paure e amore ritrovato.

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Alessandro, nei panni di Edoardo Leo, e Arturo, nei panni di Stefano Accorsi, sono una coppia consolidata, ma il loro rapporto sta cedendo al tempo che passa. Alessandro, idraulico affascinante che “porta a casa il pane”, Arturo, traduttore che vive una vita statica e di rimorsi: non è diventato né uno scrittore famoso né un professore universitario, soffre l’assenza di un rapporto non solo fisico ma soprattutto verbale con il suo partner Alessandro.

In questa routine, ormai rigida ed immobile dei due protagonisti, entrano impetuosamente Annamaria, ex compagna di Alessandro, e i suoi due figli, Sandro e Martina, così tutti gli equilibri apparentemente saltano, o meglio si modificano in toto.

Annamaria deve sottoporsi ad alcuni esami medici ed affida, così, i figli alla coppia di amici, che si troveranno davanti ad una responsabilità mai prevista: relazionarsi con due bambini, che aprono loro gli occhi, ponendoli davanti ad una cruda realtà che li porta a chiedersi chi sono veramente.

La dea Fortuna, ultimo film di Ferzan Ozpetek, narra degli sguardi fissi e sfuggenti, dei rapporti umani che in quanto tali sono complicati e mutevoli, dei passati ingombranti, come quello di Annamaria, che da bambina viene rinchiusa, insieme a suo fratello, in un armadio sarcofago da sua madre.

 In una società troppo superficiale, quanto social, lo sguardo diventa il mezzo principale per condurti dritto al cuore, infatti “come fai a tenere per sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, prendi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi. E lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sarà per sempre con te.

Questo è l’insegnamento che Annamaria lascia in eredità ai suoi bambini, affinché possano imparare a guardare profondamente negli occhi e a distinguere il bene dal male.

Sandro e Martina, seppur piccoli, hanno già imparato a guardare dentro, in quegli occhi che sono lo specchio dell’anima, ed hanno aiutato Arturo e Alessandro a ritrovarsi, a guardarsi ancora negli occhi e a perdonarsi, perché in fondo, in questo film che ha uno sfondo drammatico è l’amore che vince e che riporta a galla, un amore che supera i limiti dell’omosessualità, un amore che rende genitori non di sangue ma di cuore proprio Arturo e Alessandro.


Di Alessandra Gattullo

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