“Il diritto di opporsi” agli errori giudiziari e razziali

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Presentato al Toronto International  Festival, ”Il diritto di opporsi” è un film del 2019 diretto da Destin Daniel Cretton, una pellicola che segna il trionfo delle convenzioni, il punto di non ritorno di un errore giudiziario preso a modello di diseguaglianza ed emarginazione, l’eterna lotta razziale che trova compimento nella ricerca di un capro espiatorio, l’agnello da sacrificare all’altare dei clichè statunitensi.

Uno Stato, l’Alabama, che ti strappa via il cuore o qualsiasi altra parte anatomica del corpo martoriato di umiliante innocenza, con un piede nella fossa ed un braccio della legge divenuto braccio della morte.

E’ la propaggine de ”Il momento di uccidere” di Joel Schumacher (1996), il prosieguo de ”Il miglio verde” con Tom Hanks, il sequel di ”Hurricane” che valse l’Oscar a Denzel Washington. ”Il diritto di opporsi” racconta la vita mozzata di Walter McMilian, detto Johnny D., boscaiolo di una comunità nera arrestato ingiustamente, un uomo dalla sconfinata forza interiore, un interprete, Jamie Foxx, che, dopo la superlativa prova in ”Ray”, regala al pubblico un’espressività che coinvolge e stimola alla riflessione.

A difendere Johnny D. è il neofita avvocato difensore Bryan Stevenson, il Michael B. Jordan ”Torcia Umana” ne ”I Fantastici Quattro”, il ”Creed” dello spin-off dedicato al figlio di Apollo, co-protagonista nella saga di Rocky Balboa.

Stavolta Jordan indossa i guantoni sul ring della giurisprudenza, mettendo alle corde le discrepanze legali, costringendo all’angolo i falsi moralisti, i benpensanti uniti nell’endorsement all’applicazione della sedia elettrica, tema anacronistico ed attuale, un caso ogni nove imputati che risulta fallace o viziato da irregolarità, un dato allarmante che, di recente, il nostro Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha rendicontato anche alla  situazione italiana, snocciolando statistiche che toccano quasi 27mila persone, detenute a torto nelle carceri del nostro Paese.

Sceneggiato dallo stesso Cretton e da Andrew Lanham, ”Il diritto di opporsi” è prodotto, fra gli altri, proprio da Michael B. Jordan, e distribuito dalla Warner Bros, è il ritmo lento di chi, attraverso le musiche di Joel P. West, fiuta il triste epilogo, il climax che mina le fondamenta di un sistema stereotipato, una catena alimentare che relega gli indigenti al gradino più basso, gli ultimi che cercano riscatto nello stacanovismo e nella preghiera, nella rassegnazione e nell’attesa, restando umani sempre e comunque, con doveri e, soprattutto, diritti. Perché ”il contrario di ”ingiustizia” è ”speranza”…”


A cura del Direttore, Miky Di Corato

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