Flash Mob delle Associazioni/Società Sportive Andriesi: “Necessario conciliare diritto alla salute con una maggiore attenzione per il nostro lavoro”

Si è tenuta nel pomeriggio di martedì 26 ottobre 2020, in Piazza Catuma ad Andria, l’iniziativa di flash mob promossa dalle Associazioni sportive andriesi dopo il DPCM che impone di nuovo la chiusura delle palestre e le piscine causa Covid.

“L’ultimo provvedimento varato dal Presidente del Consiglio Conte – ha sottolineato Vincenzo Pistillo, portavoce del coordinamento delle Associazioni/Società sportive di Andria, – non tiene conto di tutta una serie di adeguamenti e di accorgimenti messi in atto per rendere fruibili e in assoluta sicurezza tutti i luoghi frequentati da chi pratica, anche a livello amatoriale, lo sport. Durante la brevissima fase di riapertura delle attività sportive, abbiamo rispettato i protocolli anti-covid prescritti dalla legge, investendo anche molte risorse finanziarie, al fine di rendere sicuri i luoghi di lavoro ed eliminare la possibilità di contagio per gli operatori e per gli utenti. Vogliamo ricordare il ruolo fondamentale ricoperto dallo sport, e che non deve essere assolutamente sottovalutato, nel favorire il recupero psico-fisico delle persone, provate dallo stress emotivo e fisico a causa della pandemia generata dal Coronavirus”.

L’iniziativa di protesta della Associazioni sportive andriesi ha visto la massiccia partecipazione degli addetti alle strutture sportive e di quanti si dedicano allo sport per migliorare la propria condizione psico-fisica, oltre ad atlete e atleti che lo praticano livello agonistico.

“Il lockdown della prima ondata – ha continuato Pistillo – aveva già messo a rischio il lavoro di quanti organizzano lo sport nella nostra città. Adesso, richiudendo di fatto le attività sportive, quel rischio diventa una drammatica realtà perché verrebbe a mancare il lavoro per moltissimi operatori occupati nelle strutture sportive. Insomma, è necessario, oggi più che mai, conciliare il diritto alla salute con una maggiore attenzione per il nostro lavoro. Rivolgiamo, quindi, un appello accorato ai nostri politici e a quanti hanno la possibilità di intervenire per modificare il provvedimento governativo in tempi ragionevolmente rapidi”.

Al Flash Mob hanno aderito le seguenti Associazioni:

  • ASD Virtus Informa
  • APS-ASD Sipario
  • Golden Body
  • ASD Danzarte
  • ASD Dance Talent Andria
  • ASD Latin American Style
  • ASD Spartan Gym Center
  • ASD Gociccigo
  • ASD Cestistica Andria
  • ASD Total Body Center
  • ASD Vivo Latino Andria
  • Revolution Wellness Andria
  • ASD Battiti Danzanti
  • ASD Scuola di danza Inpuntadipiedi
  • Gym Verrigni
  • ASD Centro Teatro Danza
  • ASD Cubarte Andria
  • Framarossport SSD Sporting Center
  • SSD HB New Center
  • ASD Revenge
  • ASD Paraiso Dance Caraibico
  • ASD Icaro
  • ASD Nuova Andria
  • ASD Atletica Andria
  • ASD PGS Andria
  • ASD Monton de Estrellas
  • ASD Circolo Tennis Andria
  • ASD Stelle Danzanti
  • ASD Team Sanzione  
  • ASD Polisportiva Gymnica Sveva Andria
  • ASD New Accademy Judo
  • ASD Savi Dance Studio
  • ASD Rilia

Andria 26 ottobre 2020

Tentacoli di minaccia e speranza su Andria

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I #SoggettiSmarriti della XXIV Edizione del Festival Castel dei Mondi potranno volgere lo sguardo al cielo e farsi ipnotizzare dai “Tentacles” di Luke Egan e Pete Hamilton, pionieri, con lo pseudonimo di Filthy Luker e Pedro Estrellas (Designs in Air – UK), dell’arte urbana internazionale.

Con un’installazione di 10 metri, i gonfiabili, rappresentanti una piovra gigante, coloreranno Piazza Catuma facendo capolino dai palazzi e disorientando i cittadini che non potranno fare a meno di sorridere con stupore alle movenze energiche di tentacoli divertenti e ironici, un monito, neanche tanto velato, della minaccia naturale a cui è sottoposto il Pianeta Terra, calamità da non sottovalutare, accogliendo creature umane e animali senza porre l’accento sulle inutili diversità.

Si ringrazia Francesco Fisfola per l’impegno, la dedizione e la capacità di tessere relazioni culturali che hanno reso possibile, quest’anno più che mai, la realizzazione e l’organizzazione del Festival Castel dei Mondi


a cura del Direttore, Miky Di Corato

La riqualificazione artistica del quartier San Valentino

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La street art di Daniele Geniale è sempre stata espressione di disagio nell’accezione più ottimistica del termine, è la vox populi che si incastona nei colori di un murales con la stessa vis di un decreto sociale, il ritorno di ragazzi emigrati e studenti fuorisede, il ripristino naturale di un quartiere cittadino relegato alla periferia delle coscienze, un San Valentino che, da portatore d’amore, diventa simbolo di incontrastata povertà.

Il guanto di sfida è così lanciato, lo Street Art District fungerà da stimolo al cambiamento strutturale di una parte della cittadinanza che necessita di pianificare collaborando, scegliendo il tema da rappresentare, un tema che si adatti perfettamente alle esigenze del quartiere, una zona da trasformare in branchia attiva e dinamica, un’operazione già riuscita in altri scorci d’Italia, la causa di bonifica che la XXIV Edizione del Festival Castel dei Mondi si prefigge di perorare, la riqualificazione emozionale in cui #SoggettiSmarriti  potranno ritrovarsi dal 30/08/ al 06/09, ogni giorno, dalle ore 09.00 alle 19.30.

Si ringrazia Francesco Fisfola per l’impegno, la dedizione e la capacità di tessere relazioni culturali che hanno reso possibile, quest’anno più che mai, la realizzazione e l’organizzazione del Festival Castel dei Mondi


a cura del Direttore, Miky Di Corato

Sognare “a distanza” con Gianni Rodari

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La XXIV Edizione del Festival Castel dei Mondi non poteva non rendere omaggio a Gianni Rodari, nel centenario della sua nascita. Curato da Giulia Solano, lo spettacolo “Favole al telefono” si avvale del supporto tecnico di Hyperborea che, con la collaborazione di Daniele Tarini e Ivan Ricotti, rivisita, attraverso audio letture, i racconti telefonici che lo scrittore italiano pubblicò con Einaudi nel 1962.

Unico vincitore del Premio Hans Christian Andersen, Gianni Rodari dà vita alla cosiddetta “grammatica della fantasia”, un modo sui generis di inventare storie a scopo didattico e pedagogico, una comunicazione diretta che, soprattutto nel periodo post-covid, diventa prodromica di insegnamenti a distanza, lezioni per crescere di animo e spirito, l’approccio da remoto a realtà fiabesche ispiratrici per grandi e piccini.

In ventisei fra lettori e attori introdurranno agli spettatori narrazioni oniriche, immagini suggestive con la colonna sonora della musica italiana degli Anni Cinquanta e Sessanta.  «In principio la terra era tutta sbagliata…» diceva Rodari in “Storia Universale”, oggi a questo mondo si sta cercando di porre rimedio, sognando alla cornetta h24, dal 30/08 al 06/09, semplicemente collegandosi al sito http://www.rodarialtelefono.it

Si ringrazia Francesco Fisfola per l’impegno, la dedizione e la capacità di tessere relazioni culturali che hanno reso possibile, quest’anno più che mai, la realizzazione e l’organizzazione del Festival Castel dei Mondi


a cura del Direttore, Miky Di Corato

L’ultimo saluto al grande maestro Morricone

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“Non c’è musica importante senza un grande film che la ispiri”, queste le parole di Ennio Morricone, vincitore del premio Oscar 2016 per le musiche del film di Tarantino “The hateful eight “
Classe 1928, classe, dignità, riservatezza e passione per la musica.
Maestro d’orchestra, compositore di una musica che arriva dritta al cuore.
Ha percorso con la sua musica i grandi passi del grande cinema “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America“, “ Nuovo cinema paradiso”, “Malena” , “Metti una sera a cena”.
Famosi i suoi arrangiamenti dei successi di Gianni Morandi e di “Se telefonando “ di Mina.
Ho visto e rivisto tantissime volte il film di Tornatore ”Nuovo cinema Paradiso” , a cui sono emotivamente legata , ogni scena non sarebbe stata la stessa senza le sue musiche, profonde, commoventi, pregne d’amore e allo stesso tempo di malinconia.
Con tristezza scrivo questo pensiero, dispiaciuta per la perdita di un grande compositore, la cui musica ha scandito le lancette del nostro tempo e di un uomo dallo sguardo sereno e pacato, sempre distinto nelle sue manifestazioni, grato alla moglie, ai figli e ai nipoti che l’hanno seguito in una vita intera.
La musica è una delle sette arti e sono certa che Morricone abbia saputo dirigere con la “bacchetta“ da maestro i tempi di un cinema bellissimo.
Spero che ora sia arrivato lassù, leggero in un cielo sconfinato e che si sia seduto a riascoltare le sue note sorridendo delle sue meravigliose composizioni.
Addio grande maestro Morricone.


A cura di Alessandra Gattullo

Lettera al Presidente Emiliano – “Le Amiche per le Amiche” chiedono una “cultura” più rispettosa dei diritti delle donne.

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Lettera aperta al
Presidente a Regione Puglia
Michele Emiliano

Preg.mo Presidente,
“Le Amiche per le Amiche” rappresentano un network di solidarietà al femminile che da cinque anni, autofinanziandosi, opera nel nostro territorio, con un’attività continua e concreta, al fine di promuovere la cultura delle “pari opportunità”; di valorizzare i talenti, le professionalità e le competenze delle “Amiche”; di sostenere ed aiutare le “ Amiche” in difficoltà ( amiche vittime di violenza, amiche malate, amiche indigenti) .
Sappiamo che gestire questa emergenza è stata, è e sarà cosa ardua, ma, facciamo appello alla Sua sensibilità ed al suo pragmatismo, nell’essere accanto alle donne e mamme pugliesi, ad oggi “invisibili” agli occhi della politica, perché la nostra “battaglia” vuole essere una battaglia di civiltà, da perseguire non contro gli uomini, ma, accanto a quelli che credono nel nostro valore, nelle nostre competenze, nella necessità che possiamo e dobbiamo contribuire, senza discriminazioni di genere (purtroppo, ad oggi molto radicate) alla “rinascita” del Paese e della nostra amata Puglia.
Noi donne, in questo periodo, non abbiamo esitato un attimo “a fare quello si deve fare”: ci stiamo improvvisando ( le più fortunate, con l’aiuto dei propri compagni) insegnanti, animatrici, psicologhe, oltre a pulire, lavare, stirare, cucinare, il tutto mentre cerchiamo di lavorare in smart working e di attenuare le tensioni dovute alla convivenza forzata h 24, alle difficoltà economiche, alla condivisioni dei tempi, degli spazi.
Ora,però, è arrivato il momento in cui non possiamo più essere “invisibili”, perché dinanzi al silenzio delle istituzioni, dinanzi a proposte confuse e confusionarie, servono risposte concrete, sia sul futuro scolastico dei nostri figli, sia sul nostro futuro lavorativo, imprenditoriale e professionale.
Tantissime le domande che ci assillano con ansia, su queste due problematiche che possono gravemente compromettere anche il nostro equilibrio familiare.
Ad oggi, con prudenza, per garantire la salute dei nostri bimbi, il Governo ha deciso di non riaprire le scuole, scelta condivisibile, perché la salute dei nostri figli viene prima di tutto, ma, molte di noi si chiedono: a settembre le scuole, se la curva pandemica continuera a migliorare, sarannno pronte per consentire il rientro in sicurezza? Si potrà procedere ad “ una regionalizzazione” delle aperture delle nostre scuole a seconda della curva pandemica, come si sta facendo per altri settori? Perché, in questi mesi, snellendo annosi iter burocratici, non ci si è adoperati per riorganizzare gli spazi delle nostre “ aule pollaio”, per implementare l’organico didattico e per interventi immediati di edilizia scolastica, idonei ad una revisione delle modalità organizzative ai fine della preminente tutela della salute??
Come a Lei certamente noto, tutto questo lo stanno già facendo in Cina ed in altri Stati Europei, Paesi in cui, il rientro a scuola degli studenti è stata fin da subito considerata una priorità, non solo per non “bloccare” la crescita culturale, psichica, didattica e sociale degli alunni, ma, anche per permettere ai genitori il rientro al lavoro con serenità .
In realtà, il nostro Paese sta pagando a caro prezzo, politiche che hanno investito sempre meno nell’istruzione e nella cultura. La nostra vita, ormai, non sarà più quella di prima, e, purtroppo, dobbiamo imparare a convivere con il COVID 19, adottando tutti i necessari protocolli di sicurezza sanitaria per ogni settore. Questo vale anche per la scuola. La dad ha rappresentato una risposta all’emergenza ed insegnanti, bimbi e genitori, hanno cercato di fare del loro meglio tra mille difficoltà, ma, non può proseguire ad oltranza,non può sostituirsi alla scuola.
Nel frattempo le famiglie vanno supportate, sostenute, perché, soprattutto in quelle con più figli, i genitori non riescono a seguirli tutti con la dad. E’ necessaria una nuova alleanza territoriale tra le autonomie scolastiche, comuni, terzo settore per aiutare queste famiglie attraverso anche educatori di prossimità, per impedire un aumento della dispersione scolastica e l’accentuarsi della discriminazione sociale ed economica tra gli alunni. All’uopo servirebbe ampliare le risorse comunali presenti nel Fondo per la Lotta alla povertà minorile. Il paternariato territoriale potrebbe rappresentare una risposta seria e concreta in questo momento a tutte le difficoltà della dad, fino a quando non riaprono le scuole.
Non meno rilevanti sono le conseguenze della mancanza di un piano strategico a supporto dell’occupazione femminile.
Ci chiediamo: chi rimarrà a casa con i nostri figli, se in questi giorni dobbiamo tornare a lavorare? Questa nel nostro Paese è, purtroppo, una domanda retorica. Anzi, è una domanda, che chi ha gestito questa pandemia (praticamente solo uomini) non si è neanche posto, perché è scontato che a casa rimarremo noi donne! La criticità di questa situazione è ancor più evidente per le donne “ partite IVA”, per le quali non lavorare, significa non percepire reddito! Che importa se abbiamo studiato anni, faticato, sudato, resistito a tante difficoltà pur di realizzarci nella nostra vita lavorativa, professionale ed imprenditoriale ed essere finalmente “libere” grazie alla nostra indipendenza economica! Per un anacronistico retaggio culturale, nel nostro Paese, la cura della casa e dei figli è affidata, nella maggior parte dei casi, alle donne! Quante lotte in questi anni per migliorare il gender gap, quante battaglie, ma, ora si rischia di vanificare tutti i progressi fatti e di ricadere in un epoca buia per la nostra autodeterminazione ed emancipazione. Questo Governo ci sta obbligando ad una scelta, “ non scelta”, perché senza baby sitter, senza nonni e senza la scuola, sarà impossibile conciliare vita familiare e lavoro.
Un senso di angoscia, di spavento in questi giorni ci assale, perché il mancato e tempestivo intervento del governo, nel fronteggiare questa emergenza sociale, potrebbe determinare la fuoriuscita definitiva dal mondo del lavoro da parte della maggioranza donne. Un problema condiviso anche dai padri, che però, hanno mantenuto il legame con il proprio lavoro, perché, comunque, si sa che guadagnano di più delle mogli.
Ecco le soluzioni proposte finora:
-Smart working. Va benissimo ed è auspicabile per una maggiore conciliazione lavoro famiglia, ma, in questo periodo per noi donne è complicatissimo.
Come conciliare lo smart working con la dad, soprattutto se hai più figli e magari anche piccoli?
-Bonus baby sitter. Questo bonus oggi è pari ad € 600,00. Forse potrebbe aumentare, ma, per i prossimi mesi sarebbe insufficiente senza un preciso protocollo sanitario. Chi di noi è disposta a far entrare una persona estranea in casa, esponendosi al rischio epidemologico?
Congedo parentale straordinario. Un congedo di quindici giorni, con decurtazione dello stipendio, da poter condividere con il papà,ma,quando temina il congedo, che alternativa c’è ? E per le donne “ partita iva” che se non lavorano non percepiscono redditi, che si fa?
Presidente ci appelliamo ad un Suo intervento immediato, perché se non vogliamo fare passi indietro sulla conciliazione lavoro famiglia; se non vogliamo che esplodano sempre più numerose crisi di coppia; se non vogliamo donne sempre più “ dipendenti” dai loro compagni, perché prive di indipendenza economica; se non vogliamo madri frustrate, urge un piano strategico di intervento anche a livello regionale.
Occorrono provvedimenti per la famiglia (auspicabile sarebbe l’assegno universale per ogni figlio proposto dalla ministra Bonetti); programmare la fase estiva con l’elaborazione di un protocollo di sicurezza sanitaria che consenta la riapertura di centri estivi, di servizi educativi per l’infanzia, di progetti per attività fisica e ludica, attraverso una revisione delle modalità organizzative; occorre ripensare a spazi e a momenti di socialità, magari da svolgersi solo all’aperto nei parchi, cortili, nelle masserie didattiche, con piccoli gruppi di bambini; occorre finanziare i comuni per bandi che coinvolgano il terzo settore. Indispensabile è la costituzione immediata di un tavolo tecnico che anche a livello regionale, possa affrontare con concretezza questa problematica.
Dalle difficoltà nascono le opportunità.
Questa può essere l’occasione per ripensare a strumenti che possano spingere sulla leva dell’occupazione femminile, per rivedere il nostro sistema di welfare alla luce di una “cultura” più rispettosa dei diritti di noi donne.
Abbiamo fatto tanto, ma, ora dobbiamo tornare alle nostre professioni, aziende, esercizi commerciali!
Auspicando che queste nostre osservazioni e proposte possano sollecitare un Suo interessamento ed intervento,La salutiamo cordialmente.


Le Amiche per le Amiche.
A.p.s.

Contatti: 3402549727
Sede legale: Via Principe Amedeo 2/b – Andria-

Dignità di un volto

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“Giovanni, ho preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la tua morte:  Ci sono tante teste di minchia: teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello… quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero… ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c’è il più testa di minchia di tutti… Uno che aveva sognato niente di meno di sconfiggere la mafia applicando la legge”.

Altre storie, erano i tempi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uomini simbolo di uno Stato che poneva al centro del proprio agire la dignità degli esseri umani, preservandola dalla violenza mafiosa e con il fine di assicurare – per usare le parole di Borsellino – il fresco profumo di libertà alle giovani generazioni.

Dignità concetto troppo spesso violato dai discorsi scritti da altri e pronunciati da politici o politicanti che non lasceranno, con le dovute eccezioni, alcuna orma indelebile nella storia.

È recente la notizia riguardante la volontà del Ministro dell’Agricoltura, Bellanova, di regolarizzare tanti migranti, e non solo, sfruttati nei campi disseminati lungo tutto lo stivale.  Il Ministro sostiene:  “Lo sfruttamento dei lavoratori nelle mani dei caporali, fino alla schivitù, comporta un abbassamento dei costi. Regolarizzare questi lavoratori significa garantire il rispetto delle regole“. Ecco queste dichiarazioni, hanno immediatamente per tanti, offuscati dall’emergenza Covid- 19, rappresentato occasione ghiotta per sprigionare idee tribali. Quindi qualcuno torna a pronunciare le fatidiche frasi “ prima gli Italiani”  o “ si pensa a regolarizzare i migranti e non si pensa alle famiglie italiane”, scatenando la bestialità di quella parte di italiani che non ha saputo cogliere nell’isolamento forzato l’occasione per umanizzarsi ma, al contrario, l’opportunità di abbruttirsi ancora. Questi disseminatori di odio e costruttori di steccati, dovrebbero essere portati con la forza in tanti campi agricoli e inchinarsi davanti a donne e uomini stranieri che, per pochi euro, cercano di donare dignità alla loro persona ed ai propri cari.

Chi si oppone alla regolarizzazione oculata di tanti migranti, ma non solo, dovrebbe guardare i loro occhi felici quando, dopo un’audizione presso una Commissione territoriale o dopo la decisione positiva di un Giudice ordinario, ottengono il tanto desiderato permesso di soggiorno.

Ancora chi conosce perfettamente tutti i versetti da pronunciare nella sacrestia salvo poi dimostrare incapacità nel lasciarsi sfiorare dall’altrui dignità violata, è complice di caporali e carcerieri che ogni giorno, che sia di pioggia o di sole, scippano il lavoro dignitoso di esseri umani.

Ben venga allora la volontà di un Ministro che si batte con determinazione per permettere ai quei volti  di non essere più segnati dal dolore, ma dal solco della dignità che ha la forma di un sorriso timidamente abbozzato.

Ben venga l’idea di combattere con la legge il caporalato ed ogni forma di sfruttamento delle persone.

È auspicabile infine che la storia non giudichi il Ministro Bellanova, come purtroppo è successo per Falcone e Borsellino, una “testa di minchia” perché convinta di ridonare dignità, applicando semplicemente la legge.


A cura di Giuseppe Leonetti

Nasce il progetto “SPES PANIS”, di Paola Marmo, i Five For Food Srl e l’Associazione Orizzonti di Trani

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Il pane da SEMPRE é simbolo Cristiano di vita e attraverso esso di unione tra noi e nostro Signore che preghiamo ogni giorno di donarcelo.
È dono prezioso.. é alimento di vita.!

Nasce il progetto “SPES PANIS” palidromo di SPERANZA di Pane e Pane della SPERANZA

Progetto voluto da Paola Marmo assieme a Five For Food Srl e sposato dall’Associazione ORIZZONTI(https://www.facebook.com/OrizzontiSocial/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARBy6g4dG2CE5UunUiMMAbhHqb_OwDLA6HiGgCPHxcX_4UVEPst0W1-podJXzues9naArT-YTajbI9v4) per generare e distribuire questo nobile alimento alle persone, alle famiglie in condizione di fragilità in questa condizione di emergenza e sofferenza imposta dalla attuale pandemia Covid19.

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Obiettivi inoltre sono la creazione di un laboratorio dedicato alla produzione di pane e prodotti affini esclusivamente destinati
ai più bisognosi, con creazione di una rete di volontari formati per le adeguate competenze..

ORIZZONTI vi ringrazia e plaude la “nobile” iniziativa dedicata alla CARITÀ.

Siamo TUTTI convinti nel sostenere il nostro slogan: “NOI NON CI FERMIAMO”
.. Saremo SEMPRE con VOI per costruire PONTI DI SOLIDARIETÀ.!

GRAZIE PAOLA MARMO
GRAZIE FIVE FOR FOOD Srl


La Redazione di Anima in Penna

Andria-sottocasa sorrisi a domicilio

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La piattaforma nasce da una idea/intuizione di Leonardo Di Renzo, subito
condivisa dal gruppo di lavoro fatto da consulenti provenienti dal mondo
della comunicazione, design e commercio che hanno messo a disposizione
la propria professionalità.
Punta sull’aspetto sociale poiché il costo è molto popolare proprio per
aiutare tutti ad avere un ecommerce.
Tutte le informazioni puoi raccoglierle nella landing raggiungibile al
seguente link www.andriasottocasa.it

In un momento storico in cui Andria potrebbe pagare un prezzo alto, il sito   www.andriasottocasa.it offre l’opportunità ai piccoli-medi imprenditori di restare a galla ottimizzando il periodo e sfruttando un portale e-commerce per creare una città nella città, un’Andria virtuale all’interno di una realtà da risollevare attraverso una tecnologia unica e innovativa.

La piattaforma è destinata in prima battuta alle piccole e piccolissime
aziende già abituate alle consegne a domicilio sulle strade di Andria.
Funziona così:il commerciante che si iscrive alla piattaforma avrà le
chiavi del suo retrobottega virtuale e della sua vetrina. Naturalmente
virtuale anche quella. Può caricare le foto della sua merce e i prezzi.
Il cliente, come in tutti i negozi online, avrà il suo carrello a
disposizione. Un click e l’ordine parte. (da “La Repubblica”)

Un’occasione di businness alla modica cifra di 40 centesimi al giorno, 160 euro all’anno per uno slancio vitale.

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I promotori del progetto:

In ordine dalla fila alta a sx: Luigi Maisto, Franco Cioce, Gianluca
Rinaldi.
Sotto da sx: Riccardo Bruno, Leonardo Di Renzo.


A cura del Direttore, Miky Di Corato