La retrospettiva fotografica di Mirella Caldarone

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Dopo il recente successo ottenuto a Salerno nella Galleria Cerzosimo, con la presentazione del suo lavoro fotografico, l’autrice andriese Mirella Caldarone si presenta per la prima volta al pubblico della sua città con una retrospettiva che illustrerà i momenti di un processo evolutivo nel suo campo artistico. Campo privilegiato del suo lavoro fotografico è l’indagine sociale. Attraverso la rappresentazione dei gesti, degli appuntamenti sacri e popolari e del linguaggio della vita quotidiana, focalizza gli aspetti più significativi dell’identità di una comunità che si muove nel suo paesaggio urbano e territoriale, dando forma al legame della figura umana con il suo ambiente.

Un intenso viaggio nella Fotografia d’Autore di Mirella Caldarone, musicata dal vivo dalla talentuosa violinista Ester Esabon. Presenterà e modererà la giornalista Marilena Pastore

Appuntamento SABATO 10 novembre alle 20,30 e DOMENICA 11 novembre alle 19,00, nella sede dell’Associazione “Fucina Domestica” in Piazza La Corte n. 2, ad Andria.


A cura di Mirella Caldarone

SÉ SENZA SE – La mostra fotografica di Filippo Galentino

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Un’esposizione di mie fotografie in un contesto insolito: un punto di riferimento per l’abbigliamento maschile in città, un luogo aperto alla sperimentazione e alla cultura, una vetrina che puntualmente si fa guardare ma che allo stesso tempo guarda alla città, in una parola, Finisterre!
Vi aspettiamo venerdì 9 novembre alle ore 21.
Durante la serata sarà possibile degustare i prodotti gentilmente offerti da Tarallificio Antonio Fiore e Cantine Agresti.


A cura di Filippo Galentino

Le canzoni di Valeria Mosca e dei Too Black, dal 25 al 28 ottobre, alla Fiera del Levante

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Immaginate di essere seduti al cinema davanti ad una scena romantica, le emozioni che provereste andrebbero di pari passo con il ritmo incalzante della colonna sonora che amplifica momenti di passione rendendoli indimenticabili. Se, altresì, provaste ad immaginare la stessa scena ma senza musica, il trasporto umano di immedesimazione nei personaggi non sarebbe uguale. Il giorno del matrimonio, ad esempio, dovrebbe rappresentare l’irripetibile fotografia nella cornice del film della nostra vita. È come se tutti gli invitati, parenti o amici che siano, assistessero alla proiezione di un meraviglioso racconto biografico a lieto fine, sentimentale intreccio amoroso ai cui titoli di coda non si può restare indifferenti nel ricordo di un ricevimento allietato, anche e soprattutto, da melodie dolci e riconcilianti. A dirigere il tutto, dietro le invisibili quinte di un palcoscenico, c’è la voce di Valeria Mosca, straordinaria interprete che, attraverso un microfono, e le parole rilasciate ad Odysseo (http://www.odysseo.it/valeria-mosca/), fa risuonare le eloquenti note di uno spartito di coppia:

Ciao, Valeria. Hai iniziato a cantare per gioco e ora ti ritrovi a farlo per mestiere. Quanto è difficile oggi riuscire a vivere della propria passione?

Vivere della propria passione credo che sia la soddisfazione più grande che un’artista possa sperare. I sacrifici sono innumerevoli, ma ben ripagati dall’affetto del pubblico.

Il tuo approccio con la musica tange, inevitabilmente, le aspettative che molti novelli sposi ripongono nelle tue emozioni. Quali soddisfazioni si possono trarre da un lavoro forse un pò bistrattato ma che richiede dedizione e costante coinvolgimento morale?

Sono molto fortunata, perché  molti novelli sposi si affidano alla mia professionalità, costruita grazie ad un cammino iniziato anni fa e che ancora oggi continua, con mille soddisfazioni. Le coppie mi permettono di condividere le loro emozioni e di dare unicità al loro giorno più importante, il giorno del “sì”!

In quello che dovrebbe essere il giorno più importante nella vita di una coppia, la perfezione è una conditio sine qua non. Da questo punto di vista, esibirsi dal vivo è un ostacolo o uno stimolo?

Esibirsi dal vivo è stimolante ed emozionante. condividere il giorno più bello di una coppia con l’intento di raggiungere la perfezione attraverso i loro occhi. La parola chiave è coinvolgere e lasciarsi coinvolgere.

Pur ascoltandoti poche volte, mi è parso di percepire nelle tue sonorità un’impostazione vocale piuttosto soul. Sulle basi di quale genere musicale dovrebbe poggiare una buona tecnica canora?

Il soul è, decisamente, il genere che prediligo. Sono un’istintiva, ma la tecnica vocale è alla base per poter affrontare qualsiasi genere vocale. Se poi associ il cuore che dà calore all’interpretazione, ecco che un’artista può definirsi completo.

Progetti futuri?

Premetto che vivo molto il presente, ma di certo, per ora, continuerò a cantare in primis con i Too Black, la band con cui sono cresciuta, sia a livello professionale che, soprattutto, umano.


A cura del Direttore, Miky Di Corato

Storie di (anti)mafia, in replica Venerdì 9 e Sabato 10 novembre 2018/Pippo, Rita e Peppino nelle parole dell’attrice Agata Paradiso

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Spettacolo teatrale, atto unico, tratto dal testo di Michele Palumbo.
Dopo il successo ottenuto al Festival Internazionale di Andria Castel Dei Mondi 2018, a grande richiesta va in replica i giorni Venerdì 9 e Sabato 10 novembre 2018, alle ore 21, presso l’Auditorium “Riccardo Baglioni” dell’Oratorio “S. Annibale Maria Di Francia” nel Piazzale Gran Sasso, ad Andria.

Con la regia di Antonio Memeo (interprete assieme a Domenico Tacchio e al’astro nascente del cinema andriese, Agata Paradiso) la pièce narra le vicende di personaggi accomunati da un unico tragico destino. Proprio ad Agata Paradiso, sulle pagine di Odysseo (http://www.odysseo.it/storie-di-antimafia-intervista-ad-agata-paradiso/) abbiamo chiesto un’anticipazione su quello che lo spettatore si troverà di fronte:

Ciao Agata. Quali difficoltà si possono incontrare nell’interpretazione di un ruolo particolare come quello di Rita Atria, collaboratrice di giustizia e figlia di un ex mafioso?
Una delle maggiori difficoltà che ho incontrato e con cui mi scontro ogni giorno in prova è il non sentirsi mai abbastanza, il voler rendere al massimo il rispetto, la drammaticità, il coraggio, l’intelligenza, l’umanità di questa donna.  Questa donna, Rita, ha voluto combattere con la parola, con armi lecite, un mondo, che è quello mafioso, che di lecito e leale non ha nulla; il senso di consapevole ribellione, dare allo spettatore e a me il peso di questo sentimento, ecco, credo sia questa la difficoltà più grande.

La 22esima Edizione del Festival Castel dei Mondi ha come sottotitolo “Il tempo della Città”. Partendo proprio dal testo del compianto Michele Palumbo, è giusto dire che Andria e Palermo, seguendo valori senza confini geografici, siano accomunate da atti criminali, prima, e sete di giustizia, poi?
Il tema di quest’anno è Il tempo della Città e dallo stesso ci siamo lasciati ispirare; la città al centro e come potevamo celebrare la nostra città se non portando in scena (sul palco tre attori andriesi) il testo di un concittadino illustre come Michele Palumbo? Andria, Palermo, ma anche Vicenza, Ancona, Livorno, Matera e potrei continuare all’infinito, perchè questa storia è di tutti, riguarda tutti, ha toccato tutti e continuerà a farlo, ma come dice Rita Atria “l’importante è non arrendersi mai!”

Qual è, se c’è, il fil rouge che unisce le esistenze di Rita Atria, il giornalista Pippo Fava, l’attivista politico Peppino Impastato e il Sindaco Pasquale Almerico?
Il coraggio, è l’unica parola che mi viene in mente, e mi fa rabbia che, per certi aspetti, sia stato fatto passare questo come una colpa, come spregiudicatezza… No, il coraggio non è un errore, non può esserlo, bisogna difendersi e difendere sempre i valori in cui crediamo, anche a costo della propria vita.

A chi si rivolge soprattutto lo spettacolo?
Lo spettacolo si rivolge a tutti, dal più grande al più piccolo, dall’imprenditore allo studente, dalla casalinga al cameriere, perchè siamo tutti cittadini, siamo tutti coinvolti, perchè la mafia non è mai così lontana come la nostra mente vorrebbe farci credere, perchè molto spesso anche noi, nel quotidiano, viviamo o mettiamo addirittura in atto azioni di cui non dovremmo andare orgogliosi.


Progetti futuri?
Stiamo lavorando, con i Seriomici (Antonio Memeo e Domenico Tacchio), affinchè questo spettacolo diventi come una malattia contagiosa; proveremo a portare questo spettacolo, questo teatro-racconto, ovunque, nelle scuole, nelle piazze, nelle associazioni, nelle case, se fosse possibile. Personalmente, un paio di progetti in cantiere, nuovi e continuativi, cinematografici e teatrali, mi basta questo per essere felice. Grazie per lo spazio che Odysseo ci concede, per noi è fondamentale.

Per info e prenotazioni contattare il numero telefonico: 333/2071715


A cura del Direttore, Miky Di Corato

Perché è monello?

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Le psicologhe Olga Naglieri e Aurora Ursi vi aspettano Venerdì 22 Giugno, alle ore 19, presso “PRIMI PASSI”, in Via Piero della Francesca, 26, ad Andria.

I Legami organizza un nuovo incontro gratuito di sostegno alla genitorialità dal titolo: “Perché è monello?”

Sarà capitato ad ogni genitore di pensare che i propri bambini siano capricciosi e prepotenti. Ma quali sono realmente i bisogni di un bambino a partire dai 2 anni in poi?

L’ obiettivo è quello di collaborare, insieme ai genitori, alla costruzione di un rapporto sereno con i propri figli, che favorisca la crescita di un bambino sicuro, il quale diverrà un adulto sano e forte.

www.i-legami.it


A cura del Direttore, Miky Di Corato

Puglia. In viaggio per sinagoghe e giudecche

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Lunedì 18 giugno, alle ore 19.30, presentazione del libro di Maria Pia Scaltrito, PUGLIA. In viaggio per sinagoghe e giudecche, Adda Editore

Al di fuori di Roma, l’Ebraismo italiano ed europeo ha le sue radici nell’Apulia.
In questa regione, tra i borghi di mare e le campagne dorate di grano dell’interno dove le genti ebraiche coltivavano frumento, vigne e ulivi, ha lungamente camminato Clio, la musa della storia.
Pur tra le vesti che le hanno strappato, Clio ha raccolto molte vicende e reso celebri molti uomini ebrei, a cominciare dal I secolo. Chi erano quei poeti che componevano guardando le acque dell’Adriatico? E quei medici così ricercati nelle corti e presso il papa? Cosa è successo nella cattedrale di Otranto nel 1480? Quando è scomparsa quella preziosa menorah alta 8 metri che lì si ergeva sull’altare maggiore? E la grande giudecca di Bari dove si apriva?
Questo è un viaggio alla scoperta delle storie di un Sud ancora sconosciuto. Storie a volte compiute. Più spesso spezzate. E finanche misteriose. Ma anche di sinagoghe. Da Bari a Lecce a Copertino a Trani a Venosa…
Giungendo al ritrovamento dell’ultima: la sinagoga medievale di Andria che in queste pagine appare in assoluta anteprima. L’Autrice, che ha già firmato nel 2013 la scoperta della Sinagoga di Copertino, dà ora conto al Lettore della scoperta della Sinagoga di Andria.

Maria Pia Scaltrito
Storica della filosofia, è membro della Società di Storia Patria per la Puglia. Collaboratrice della Gazzetta del Mezzogiorno per la storia e la cultura ebraica, è attualmente impegnata in attività di studio e ricerca presso l’EHESS -CRH, l’École des Hautes Études en Sciences Sociales -Centre de Recherches Historiques, Istituto di «Histoire – Études juives», Parigi.

L’evento è promosso
dalla Biblioteca Diocesana S. Tommaso D’Aquino di Andria

Con il Sostegno di:
Società Dante Alighieri, Circolo dei Lettori di Andria, Proloco, FAI- Delegazione Andria-Barletta-Trani

Nel Chiostro sarà allestito “Il Giardino della Torah” con alberi e piante aromatiche della cultura ebraica, a cura di Garden Vivai

In collaborazione con la Libreria Mondadori, Andria


A cura del Direttore, Miky Di Corato

Dal grande schermo all’arte della musica: serata in onore di Luigi L’astorina

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Il grande giorno sta per arrivare. Era nell’aria ma mancava ancora l’ufficialità. Venerdì 27 aprile, dalle ore 22, il MUEVO BY MONTENUOVO di Pozuoli, ospiterà la mitica consolle di Luigi L’astorina, enfant prodige del cinema italiano e oggi tra i migliori deejay del panorama italiano.

Tra i sound della musica dei magnifici Anni Ottanta e Novanta, Luigi sarà accompagnato da Salvatore Terracciano, protagonista, insieme a lui, del fortunatissimo “Io Speriamo Che Me La Cavo”, film che ha segnato una generazione, ragazzi che hanno ballato sulle note che Luigi riproporrà, venerdì 27 aprile, al MUEVO BY MONTENUOVO di Pozzuoli, con la consueta e artistica carica adrenalinica che tutti i più grandi critici del settore gli riconoscono.

Il menù include: ANTIPASTO DELLO CHEF COMPOSTO DA  8 PORTATE DI MARE, RISOTTO ALLA PESCATORA DOLCE BIBITA O VINO X 2 PERSONE

Per info & prenotazioni: 3209679397 (Luigi) o 3388758895 (Salvatore)


A cura del Direttore, Miky Di Corato