Nasce il progetto “SPES PANIS”, di Paola Marmo, i Five For Food Srl e l’Associazione Orizzonti di Trani

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Il pane da SEMPRE é simbolo Cristiano di vita e attraverso esso di unione tra noi e nostro Signore che preghiamo ogni giorno di donarcelo.
È dono prezioso.. é alimento di vita.!

Nasce il progetto “SPES PANIS” palidromo di SPERANZA di Pane e Pane della SPERANZA

Progetto voluto da Paola Marmo assieme a Five For Food Srl e sposato dall’Associazione ORIZZONTI(https://www.facebook.com/OrizzontiSocial/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARBy6g4dG2CE5UunUiMMAbhHqb_OwDLA6HiGgCPHxcX_4UVEPst0W1-podJXzues9naArT-YTajbI9v4) per generare e distribuire questo nobile alimento alle persone, alle famiglie in condizione di fragilità in questa condizione di emergenza e sofferenza imposta dalla attuale pandemia Covid19.

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Obiettivi inoltre sono la creazione di un laboratorio dedicato alla produzione di pane e prodotti affini esclusivamente destinati
ai più bisognosi, con creazione di una rete di volontari formati per le adeguate competenze..

ORIZZONTI vi ringrazia e plaude la “nobile” iniziativa dedicata alla CARITÀ.

Siamo TUTTI convinti nel sostenere il nostro slogan: “NOI NON CI FERMIAMO”
.. Saremo SEMPRE con VOI per costruire PONTI DI SOLIDARIETÀ.!

GRAZIE PAOLA MARMO
GRAZIE FIVE FOR FOOD Srl


La Redazione di Anima in Penna

Andria-sottocasa sorrisi a domicilio

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La piattaforma nasce da una idea/intuizione di Leonardo Di Renzo, subito
condivisa dal gruppo di lavoro fatto da consulenti provenienti dal mondo
della comunicazione, design e commercio che hanno messo a disposizione
la propria professionalità.
Punta sull’aspetto sociale poiché il costo è molto popolare proprio per
aiutare tutti ad avere un ecommerce.
Tutte le informazioni puoi raccoglierle nella landing raggiungibile al
seguente link www.andriasottocasa.it

In un momento storico in cui Andria potrebbe pagare un prezzo alto, il sito   www.andriasottocasa.it offre l’opportunità ai piccoli-medi imprenditori di restare a galla ottimizzando il periodo e sfruttando un portale e-commerce per creare una città nella città, un’Andria virtuale all’interno di una realtà da risollevare attraverso una tecnologia unica e innovativa.

La piattaforma è destinata in prima battuta alle piccole e piccolissime
aziende già abituate alle consegne a domicilio sulle strade di Andria.
Funziona così:il commerciante che si iscrive alla piattaforma avrà le
chiavi del suo retrobottega virtuale e della sua vetrina. Naturalmente
virtuale anche quella. Può caricare le foto della sua merce e i prezzi.
Il cliente, come in tutti i negozi online, avrà il suo carrello a
disposizione. Un click e l’ordine parte. (da “La Repubblica”)

Un’occasione di businness alla modica cifra di 40 centesimi al giorno, 160 euro all’anno per uno slancio vitale.

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I promotori del progetto:

In ordine dalla fila alta a sx: Luigi Maisto, Franco Cioce, Gianluca
Rinaldi.
Sotto da sx: Riccardo Bruno, Leonardo Di Renzo.


A cura del Direttore, Miky Di Corato

VIVI LA VITA – Intervista di Giuseppe Leonetti a Valerio Manisi, regista del cortometraggio a cui “Si turnasse a nascere” di Nino D’Angelo ha fatto da colonna sonora

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Una breve chiacchierata, o forse qualcosa in più, un viaggio inaspettato nell’animo sensibile del Regista Valerio Manisi. “Viva la Vita”: il cortometraggio nel quale l’indiscussa protagonista è la vita con le sue tante sfaccettature a colori.
“Io disegno anche, e soprattutto, su fogli vecchi. Spesso sporchi e imbrattati. Perché è da questi che può ripartire benissimo una nuova storia”. Valerio Manisi

Alvaro Vitali, protagonista del tuo cortometraggio “Vivi La vita” e dal volto dolcemente segnato dallo scorrere del tempo. Un anziano chiamato a guardare allo specchio le immagini dei suoi ricordi, scorgendo qualche rimpianto. Come nasce l’idea di porre attenzione sulla quotidianità di un anziano, provando a raccontarne luci e ombre?

Il mio obiettivo, sinceramente, non è stato quello di focalizzare l’attenzioni su “luci ed ombre di un anziano”. Bensì, quello di portare l’attenzione di ognuno sull’importanza del “tempo che passa”. A non sottovalutarlo e a non sprecarlo con futilità. Ovviamente ho pensato che questo lo si poteva raccontare in modo più efficace con un uomo dalla “vita vissuta”, come in questo caso lo è il protagonista del mio film, interpretato da Alvaro Vitali. Ma le esperienze e le riflessioni possono essere ben realizzate anche dai giovani. Non è un film che parla esclusivamente agli anzianità. Parla a tutti coloro che vivono senza vivere veramente.

Un uomo fragile che traina la sua bicicletta senza mai salirci. La fragilità potrebbe essere il vero collante per unire oltre i distanziamenti imposti?

Può essere anche l’opposto. La fragilità di ognuno può rappresentare, certo, la paura di riallacciare storie e relazioni; di esprimere i propri pensieri o le proprie opinioni. Ma, dall’altro lato, può essere, positivamente, consapevolezza e opportunità. Ed essendo tale, si può ben intendere che solo con l’aiuto di chi non è fragile, si può affrontare tutto. Nonostante i distanziamenti imposti. Non c’è nulla di più importante e coraggioso, a parer mio, che chiedere aiuto nel momento del bisogno. Nonostante tutto. Per quanto riguarda Alvaro, visto come reagisce e rivive vicende passate che incontra durante il film, è tutt’altro che fragile. Anzi! Si arma di coraggio e segue la sua memoria di bambino. Forse, addirittura, ci consiglia di affrontarle le fragilità. Subito! Per non pentirsene poi dopo.

Tanti anziani, considerati numeri in tanti bollettini ufficiali, ci raccontano le abitudini di un tempo lontano. Cosa ti ha spinto nel voler accendere i riflettori sulle nostre virtuose radici umane?

Sicuramente questa domanda va oltre “Vivi la vita”. Rispondo quindi, in riferimento a tutto il mio lavoro sulla tradizione, sulla riscoperta e la riproposta popolare, che la “spinta” è stata quasi dovuta, oltre che spontanea. Non si può andare verso l’incertezza del futuro, senza rispettare la certezza del passato. Questo vale per tutto. Per quanto riguarda me, è stata una naturale attrazione. La tradizione, e la testimonianza storica, l’ho voluta conoscere, in dettaglio, morbosamente; capire, comunicarla a chi la ignora, o male la interpreta, e , nel caso della musica, contaminarla in modo innovativo e metterla al pari con il presente, con tematiche, vizi e virtù, dei giorni nostri. “Sciamu” ne è la testimonianza.

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Volti naturali non artefatti. Chi, o cosa, ti ha portato a coltivare quella sensibilità capace di permetterti di entrare e raccontare la profondità di alcuni esseri umani?

Una vita passata al fianco dei miei quattro nonni e una bisnonna, sicuramente! Al fianco del mio nonno materno in particolar modo. Che mi ha insegnato a suonare e ad amare la musica tradizionale grazie ad una fisarmonica. E poi l’attrazione che provo per tutto ciò che ha da raccontare una storia. Io disegno anche, e soprattutto, su fogli vecchi. Spesso sporchi e imbrattati. Perché è da questi che può ripartire benissimo una nuova storia. E metterci la capacità di raggiungere, con il tuo estro e talento, dei risultati altrettanto interessanti. La pulizia è innocenza, come il volto di una bambina o un bambino. Io preferisco studiare e prendere spunto dalla complessità, da ogni essenza dall’esperienza, buona o cattiva che sia. L’innocenza, e la semplicità, drammaturgicamente, non m’interessa. Sarà per questo che sono meticoloso e fastidioso quando devo raggiungere quello che mi sono prefissato. Perché i dettagli restituiscono interesse e “profondità”, anche quelli più semplici.

Ti regalo una scatola di colori quale tra questi ti rappresenta maggiormente?

I colori freddi sono quelli che mi rappresentano maggiormente. Compreso il nero. E non solo perché prediligo il freddo e l’inverno. Mi è sempre piaciuto il verde, quello bluastro; e quel grigio scuro/azzurrognolo del cielo nuvoloso che si contrappone al bianco della neve. Poi amo il rosso scuro del sipario, e tutti quei colori che generano ombre. Le affascinanti ombre del teatro, che amo più di ogni altra cosa.


A cura di Giuseppe Leonetti

Emergenza Covid – 19: l’azienda andriese Brù Milano dona le prime 300 mascherine protettive alla Croce Rossa Italiana – Sezione di Andria.

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Due giovanissimi imprenditori, Vincenza e Riccardo Bruno, titolari della Brù Milano specializzata nella manifattura moda, e in particolare di borse, borsette e pochette donna con pattine intercambiabili, hanno convertito parte della produzione nella realizzazione di mascherine protettive.

Stamattina, Vincenza e Riccardo, in un sobrio quanto significativo incontro con i responsabili del comitato cittadino, hanno donato le prime 300 mascherine alla Sezione di Andria della Croce Rossa Italiana, 200 delle quali saranno consegnate ai comitati regionali dell’Organizzazione di Volontariato.

La Brù Milano in poco più di una settimana, intanto, ha già spedito quasi cento kit da 4 mascherine protettive a chi, attraverso la rete social ne ha fatto richiesta senza chiedere alcun corrispettivo se non le uniche spese di spedizione, quantificate in solo 3 euro.

“Non potevamo restare estranei – dichiara la giovane architetto Vincenza –  a una tragedia che non soltanto sta insidiando la salute di intere popolazioni, con esiti purtroppo devastanti, ma mette anche a dura prova la civile convivenza della comunità. Poiché continua l’emergenza causata dalla pandemia e ancora oggi scarseggiano i dispositivi di protezione, abbiamo deciso di indirizzare parte della nostra produzione nella realizzazione di mascherine protettive da donare a quanti le richiedono. Siamo una piccola realtà artigianale con una limitata capacità produttiva ma fintanto che avremo forza continueremo a dare il nostro contributo nella certezza che torneremo presto a una normale vita di realizzazione. Se la Croce Rossa avrà necessità di altre mascherine, saremo completamente a disposizione”.

“Anche se prodotte con materiali di altissima qualità, le mascherine non sono omologate e non hanno il filtro – specifica Riccardo, graphic designer dell’azienda di famiglia – e, quindi, non sono idonee per individui con patologie respiratorie o altri problemi di salute. Raccomandiamo,  in tal caso, di  rivolgersi in farmacia. Le eventuali richieste possono essere effettuate tramite il nostro sito http://www.brumilano.it/coronavirus. Nei limiti del possibile, cercheremo di renderci utili”.


La Redazione di Anima in Penna

Dietro le quinte dello spettacolo quotidiano – Intervista all’attore Michele Sinisi

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Una chiacchierata con Michele Sinisi: un’occasione per sorridere.

Il decreto quotidiano: un’occasione per entrare, attraverso un display, nelle nostre stanze. Come descriveresti il verbo sorridere?
SORRIDERE SVELA UNA SERENITÀ D’ANIMO E UNA PACE INTERIORE RIVOLUZIONARIA. AMO CHI SORRIDE, MI PIACE STRAGLI ACCANTO ED È CONTAGIOSO. QUANDO LO FACCIO È COME VIVERE LA SENSAZIONE DELLA VITA ETERNA.

Il teatro: il luogo migliore per raccontare la quotidianità che fa rima con semplicità. Ti rifugi spesso nella semplicità?
LA SEMPLICITÀ NELLA VITA E NEL TEATRO È ALL’OPPOSTO DEL RIFUGIO. È UN SOGNO, UNA TENSIONE, UN EQUILIBRIO DA FAVORIRE, DA SCALDARE, DI CUI PRENDERSI CURA, COME QUANDO SI INSEGNA A A CAMMINARE AD UN BAMBINO. RIGUARDA L’ARTE E LA VITA ALLO STESSO TEMPO E NELLO STESSO MODO

L’isolamento e l’introspezione. Quali dei personaggi a cui hai prestato il tuo volto oggi ti fa maggiormente compagnia?
MAH, FORSE IL SOLE DEI “TAROCCHI”, SPETTACOLO FATTO CON LA TOSSE PIÙ DI 15 ANNI FA. HO APPENA FATTO UNA REGISTRAZIONE VIDEO PER UNA VERSIONE VIRTUALE IN ONORE DELLA SCOMPARSA DI TONINO CONTE, REGISTA DELLO SPETTACOLO E FONDATORE DEL TEATRO DELLA TOSSE CON LUZZATI. SI PARLA DI UN SOLE, SPENTO, CHE CONFONDE IL RICORDO IMMAGINARIO E LA REALTÀ: SEDUTO SU DI UN TRONO, FORSE SOLO UNA SEDIA, CONFONDE REALTÀ E FANTASIA. I PIANI SONO PERÒ ACCOMUNATI DAL TRAMONTO DELL’ESISTENZA.

Ti regalo una scatola di colori quale tra questi è la perfetta sintesi degli abbracci più importanti?
L’AZZURRO, TUTTA LA VITA. BELLISSIMO COLORE.


A cura di Giuseppe Leonetti

Gli eroi silenziosi di Apulia Pharma Service

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Si chiama “Apulia Pharma Service” la società cooperativa di distribuzione farmaceutica che, dal 2011, con 40 mezzi di trasporto, assiste farmacie e parafarmacie in tutta la Puglia.

Anche, e soprattutto, nel drammatico periodo del Covid 19, il loro apporto alla salute dei cittadini è quanto mai necessario. Da veri e propri eroi della strada, i soci fondatori Sabino, Andrea, Valentino, Claudio, Francesco, Lorenzo, Giuseppe, insieme ad altri dipendenti e collaboratori, affrontano il pericolo sacrificando se stessi per il bene della comunità regionale.

La loro mission è un mix di competenza e determinazione, un gruppo di giovani ed esperti trasportatori guidati dal presidente Michele Fraddosio.

Sono ragazzi in prima linea contro l’emergenza Coronavirus, supereroi mascherati che cercano, attraverso lavoro e dedizione, di debellare questo nemico invisibile.

Sentirsi al sicuro al giorno d’oggi non è una chimera, con Apulia Pharma Service si può!


A cura del Direttore, Miky Di Corato

L’Italia sa rialzarsi

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L’Italia sa rialzarsi dopo i colpi inferti,

l’Italia sa arrangiarsi anche nei tempi incerti.

Nel tempo dei contagi

l’Italia ha bloccato anche gli abbracci;

anche se triste,

è sicura

che si tratta di passaggi

che può tranquillamente superare

con la bella solidarietà

che solo gli italiani sanno fare.

Lo si è visto molte volte e in diverse occasioni

che l’Italia è sempre prima nelle raccomandazioni

più di quanto lo è nelle prevenzioni.

I suoi locali in questi giorni chiudono i battenti,

e i proprietari tornano a casa deludenti.

Già da qualche settimana la scuola è sospesa;

davanti ai supermercati in fila indiana vedi gli italiani far la spesa.

In casa molti sono annoiati,

eppure erano loro che lamentavano che il lavoro li ha stancati.

Ah, poveri disgraziati, presi da una routine senza cuore,

adesso rivedono la loro quotidianità col buonumore.

L’Italia, però, non è il paese dei perdenti,

sa sempre come rialzarsi dopo i tanti suoi sconvolgimenti.

La solidarietà degli italiani è più dei contagi,

anche se a volte sembrano chiudersi nei propri agi.

Incontrandosi per strada e a un metro di distanza si consolano sorridenti:

c’è ancora la speranza in questi tempi.

L’Italia sa rialzarsi sempre dopo le cadute e,

anche se le tremano le vene, sa dire: “Andrà tutto bene!”.


A cura di Nicola Montereale

“Il diritto di opporsi” agli errori giudiziari e razziali

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Presentato al Toronto International  Festival, ”Il diritto di opporsi” è un film del 2019 diretto da Destin Daniel Cretton, una pellicola che segna il trionfo delle convenzioni, il punto di non ritorno di un errore giudiziario preso a modello di diseguaglianza ed emarginazione, l’eterna lotta razziale che trova compimento nella ricerca di un capro espiatorio, l’agnello da sacrificare all’altare dei clichè statunitensi.

Uno Stato, l’Alabama, che ti strappa via il cuore o qualsiasi altra parte anatomica del corpo martoriato di umiliante innocenza, con un piede nella fossa ed un braccio della legge divenuto braccio della morte.

E’ la propaggine de ”Il momento di uccidere” di Joel Schumacher (1996), il prosieguo de ”Il miglio verde” con Tom Hanks, il sequel di ”Hurricane” che valse l’Oscar a Denzel Washington. ”Il diritto di opporsi” racconta la vita mozzata di Walter McMilian, detto Johnny D., boscaiolo di una comunità nera arrestato ingiustamente, un uomo dalla sconfinata forza interiore, un interprete, Jamie Foxx, che, dopo la superlativa prova in ”Ray”, regala al pubblico un’espressività che coinvolge e stimola alla riflessione.

A difendere Johnny D. è il neofita avvocato difensore Bryan Stevenson, il Michael B. Jordan ”Torcia Umana” ne ”I Fantastici Quattro”, il ”Creed” dello spin-off dedicato al figlio di Apollo, co-protagonista nella saga di Rocky Balboa.

Stavolta Jordan indossa i guantoni sul ring della giurisprudenza, mettendo alle corde le discrepanze legali, costringendo all’angolo i falsi moralisti, i benpensanti uniti nell’endorsement all’applicazione della sedia elettrica, tema anacronistico ed attuale, un caso ogni nove imputati che risulta fallace o viziato da irregolarità, un dato allarmante che, di recente, il nostro Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha rendicontato anche alla  situazione italiana, snocciolando statistiche che toccano quasi 27mila persone, detenute a torto nelle carceri del nostro Paese.

Sceneggiato dallo stesso Cretton e da Andrew Lanham, ”Il diritto di opporsi” è prodotto, fra gli altri, proprio da Michael B. Jordan, e distribuito dalla Warner Bros, è il ritmo lento di chi, attraverso le musiche di Joel P. West, fiuta il triste epilogo, il climax che mina le fondamenta di un sistema stereotipato, una catena alimentare che relega gli indigenti al gradino più basso, gli ultimi che cercano riscatto nello stacanovismo e nella preghiera, nella rassegnazione e nell’attesa, restando umani sempre e comunque, con doveri e, soprattutto, diritti. Perché ”il contrario di ”ingiustizia” è ”speranza”…”


A cura del Direttore, Miky Di Corato

Cos’è l’ansia?

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Esiste qualcosa di più sconvolgente dell’ansia????
No!
L’ansia entra nei momenti in cui meno te l’aspetti, anche quando stai facendo la cosa più stupida, lei è sempre lì dietro l’angolo, pronta a vivere dentro di te!

Pronta a stravolgere la tua giornata, a toglierti il respiro, a far aumentare i battiti del tuo cuore e, anche se fuori fa caldo, tu inizi a tremare, a sentir freddo, a sudare freddo!!!!

Non sai per quale motivo lei abbia scelto te!

Te lo chiedi continuamente,
Ti chiedi perché tu non possa fare un’esperienza nuova,
Perché tu non possa passare in maniera tranquilla una serata dove c’è gente accanto a te, perché tu non possa intraprendere un viaggio in santa pace, perché tu debba disdire i tuoi piani all’ultimo momento!

Non c’è risposta ai tuoi perché!
Molte volte cerchi di nascondere le tue difficoltà, ma chi ti è accanto cerca di aiutarti!

Purtroppo, sentirsi dire “ cerca di respirare”, “ stai tranquilla”, non fa altro che peggiorare la situazione!

(Se avessimo saputo che respirare fosse la fine del problema, l’avremmo già fatto da tempo!)

Non saprei descrivervi l’ansia con un esempio, o forse sì!

Avete presente quella sensazione chiamata Spasmo Ipnico (quando stai dormendo e ti svegli, perché hai avuto la sensazione di essere caduto nel vuoto)?
Ecco, per noi ansiosi è così da svegli!
Sei sereno e, un attimo dopo sei caduto nel vuoto!

Molte volte, uno si chiede “perché proprio a me?”
Non c’è risposta alla tua domanda!

Non l’hai scelto tu, è lei che ha scelto te!


A cura di Luciana Figliolia

EMOZIONARTE – VI Edizione Mostra d’Arte Pittorica

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“Se c’è l’ispirazione, l’artista può fare a meno di molte cose per creare la sua opera, ma portare al mondo nuovi occhi è un’altra storia”

Per questo ci siamo uniti in un gruppo di artisti liberi, da emergenti a veterani, tutti insieme, con una semplicità non lasciata al caso. Ognuno con il suo percorso di sviluppo personale, con la sua visione di vita, ma uniti nella pacifica ribellione di manifestare contro la mancanza di spazi espositivi, senza limiti di tecnica, stile ed espressione linguistica, ma con un progetto che promuova l’arte contemporanea.

Vi aspettiamo dall’11 al 19 gennaio presso la Chiesa Sant’Antonio di Barletta.


La Redazione di Anima in Penna